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175 visitatori online| I Signori dell'Anello |
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Siamo dunque giunti alla fine di questa avventura: incredibilmente tutti i 18 partecipanti alla 6 Giorni del Pantano sono arrivati alla fatidica 144-esima ora, acquisendo a nostro avviso legittimamente il titolo di "Signori dell'Anello" di asfalto e ghiaia che circonda le sponde del Lago Pantano. Ecccoli, dunque, i nosttri protagonisti, presentati in ordine sparso: Giuseppe Adriatico. La sorpresa: arrivato completamente ignaro del proprio potenziale su queste distanze ha acquisito sempra maggiore consapevolezza nelle proprie possibilità, arrivando a contendere al mostro sacro Francesco Capecci l'MPI di categoria.
Irene Franculli. La sportiva: venuta a partecipare con il più puro spirito sportivo, disinteressata alla classifica ma interessatissima a godersi 6 giorni di attività fisica ed a testare le proprie condizioni atletiche;
Paolo Aiudi. L'animale notturno: sono state sue tutte le notti di questa sei giorni;
Francesco Abitino. Il serio: fin dal primo giorno sempre concentrato, probabilmente è la persona che più di tutte ha goduto e sofferto ciascun passo compiuto;
Salvatore Calandriello. Il mite: sempre sorridente, anche nella sofferenza, sembrava quasi scusarsi per i problemi fisici occorsi;
Frank Derrien. L'oggetto misterioso: partito con una strategia indecifrabile, ha rimontato posizioni su posizioni nelle ultime fasi della competizionie. Esemplare come atleta e persona ha reso tutti orgogliosi della sua presenza.
Vito Volpe. La volpe del Pantano: più volte messo sotto tiro dai suoi inseguitori, è riuscito sempre a sfuggir loro portando addirittura nel finale il contrattacco a chi lo precedeva;
Francesco Capecci. Il decano: nel suo sguardo e, non ce ne voglia, nelle sue rughe c'è scritta tutta la bellezza di questo sport. Suggella la sua prestazione con l'MPI di catogiria nella 6 Giorni confermando una carriera lunghissima e densa di risultati;
Giuliana Montagnin. La quieta: omologa femminile di Salvatore Calandriello, è stata la persona intorno alla quale si è sempre percepito un clima di serenità che induceva gli altri, spesso inconsapevolmente, a cercarne o lo sguardo o la parola per trarne ristoro;
Marinella Satta. Il metronomo: ha impresso alla propria gara una impressionante regolarità sia di tempi che di stile, arrivando alla 144-esima ora con un cammino come se fosse stato intrapreso il giro prima. Con una tale performance è sembrato scontato l'MPI di categoria;
Angela Gargano. La gioiosa: ha vissuto e fatto vivere questo evento come una festa durata ininterrottamente 6 giorni;
Rodolfo Lapomarda. Lu Professore: uomo di poche parole ma lucidissime anche nei momenti più torridi, che spesso hanno aiutato le nostre menti a tornare alla realta.
Giovanni Piscopo. L'Amico: sempre disposto alla battuta e allo scherzo, ma mai fuori dalle righe, il compagno di strada ideale.
Domenico Favia. L'intrepido: approdato da poco a questo sport e proveniente dal mondo del ciclismo, non ha esitato a gettarsi in una impresa che altri ben più esperti non hanno neppure osato immaginare affrontare.
Denise Quintieri. La zanzara. Nonostante il suo impegno in gara, non ha lesinato consigli (spesso non richiesti ma comunque apprezzati) per aiutare chi scrive a svolgere al meglio il proprio lavoro. E' stata il sostegno di tanti di noi riuscendo nella titanica impresa di articolare più ragionamenti che passi lungo l'anello asfaltato intorno al Lago Pantano;
Michele Rizzitelli. Lo statistico: concentrato sui numeri sviluppati dai suoi compagni di viaggio è riuscito ugualmente a togliersi delle soddisfazioni personali;
Luisa Zecchino. L'araba fenice: come il mitico uccello che rinasce dalle sue ceneri, è riuscita ogni volta a ripartire. Fin dal primo giorno colpita da una forte tendinite alla gamba destra, è stata capace ugulamente di conquistare l'MPI della 48 Ore, ed arrivando in fondo alla gara in un crescendo di orgoglio e determinazione come un Bolero di Ravel.
Vasile Frigura. Il Consapevole: fin dall'inizio si è capito di chi sarebbe stata la vittoria, e lo ha capito anche lui. Per questo, anche nei momenti in cui agli altri sembrava che avrebbe dovuto cedere lo scettro del primato, non ha cambiato la sua impostazione di gara e proseguendo ad "ascoltare" (come dice lui) il proprio corpo ha terminato in vetta questa straordinaria avventura. |


